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Località - Mappe
Le mappe geografiche per Andalo, Molveno, Fai della paganella Spormaggiore e Cavedago
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IL PAESE DI SPORMAGGIORE - dal Rinascimento al Risorgimento -

Nel 1525 divampò una feroce ribellione, la guerra rustica; nata a causa delle difficili condizioni economiche dei popolani della Valle dello Sporeggio, sfruttati a sangue dal Principe territoriale, dal dinasta del castello e dalla nobiltà rurale che li dominava.
Gli abitanti di Spormaggiore, Sporminore, Cavedago, Andalo e Molveno si rivoltarono contro i propri signori, assalirono il castello e lo strinsero ad assedio e misero in fuga i dinasti. Ma l'assedio durò poco, e tutti ritornarono al proprio naturale ruolo, i poveri in povertà e i ricchi in ricchezza.
La giurisdizione crollò solo all' inizio del XIX. Nel 1703 la Guerra di secessione Spagnola portò in queste zone le truppe francesi; un gruppo di questi aveva l'ordine di prendere il Monte Gazza, i locali cercarono di impedire l'avvanzata ma il 6 settembre 1703 il combattimento di Ranzo vide la milizia locale darsi alla fuga.
Sul finire del Settecento il Castel Belfort è prossimo alla sua rovina, anche Castel Sporo-Rovina segue le stesse orme, diventa infatti una cava di pietra per la costruzione delle case di Sporminore.
Arriva il tempo della Rivoluzione Francese: con la Pace di Luneville nel 1801 le terre dello Sporeggio passarono all' Austria.
Nel 1805 le giurisdizioni di Sporo e Belfort esistevano ancora e con la Pace di Pietroburgo passarono alla Baviera.
L'anno dopo fu fissata la sede di zona a Mezzolombardo.
Il malcontento per le nuove leggi civili e religiose che vennero imposte dal regno di Baviera regnò segretamente per alcuni anni fino a quando nella primavera del 1809 scoppiò un'acida guerriglia. In questa occasione Spormaggiore, Cavedago ed Andalo assunsero un posto determinante nella difesa della Valle di Non e nello svolgersi delle operazioni.
Il 18 aprile di quell' anno un gruppo di 70 volontari bersaglieri, detti tedescamente "Sizzeri" (schuetzen) e dai franco-bavaresi decorati con il titolo di "briganti" poichè non erano considerati truppe regolari, sorpresero a Molveno un presidio di 280 francesi, li costrinsero alla fuga e li perseguirono fino a San Lorenzo in Banale: in breve il Trentino fu liberato dai franco-bavaresi.
Il 18 agosto 1810 la zona dello Sporeggio venne incorporata al Regno Italico, che fissò il Giudizio di Pace a Denno, cui spettavano le tre giurisdizioni patrimoniali di Flavon, Sporo e Belfort e vi rimasero fino al Congresso di Vienna, che le assegnò all' Austria alla quale restarono unite fino al 1918.
Ma la vita per il popolo non è mai facile, nel 1816-17 l'indimenticabile "an de la fam" (l'anno della fame), una grande carestia si abbattè sul territorio.
Nel 1836 si abbattè sul Trentino una feroce epidemia di colera.
Finalmente nel 1850 una buona notizia: lo svincolo della Gleba cioè la reluizione degli oneri feudali gravanti sulla proprietà.
Questi furono però anche gli anni dell'emigrazione verso l'America e anche da Spormaggiore si partì per il nuovo continente in cerca di fortuna.
Nel 1866 una grave epidemia di pelagra e nel 1882 le innondazioni, ma la gente non si scoraggiò e arrivarono anche per Spormaggiore gli anni della ripresa.
Venne fondata la Cooperativa nel 1895, l'anno dopo la Cassa Rurale, il mulino sociale e il caseifico.
L'economia cominciò ad allargarsi e la vita a prendere la piega giusta.
La popolazione dal 1782 al 1912 triplicò, l'agricoltura con l'introduzione della patata riemerse e la gelsicoltura procedette rigogliosa.

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