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STORIA DELLA GRAPPA TRENTINA

La storia della grappa in Trentino è strettamente legata a quella della Valle di Cembra, è in questa zona di pregiate uve che da sempre è stata particolarmente intensa la produzione vinicola, e di conseguenza anche della grappa.
Famosa a questo proposito è la "Situla di Cembra", un bacile bronzeo risalente al VII - VI secolo a.C. rinvenuto in Val di Cembra nel 1838 che riporta sui bordi un'iscrizione inneggiante la qualità del vino.
La grappa cembrana merita infatti il titolo di prodotto di pregio della vitienologia trentina nazionale ed internazionale. Prodotto di punta in questa zona è certamente la grappa di Müller Thurgau, ma la produzione locale non è limitata a questo prodotto.

La grappa oggi rappresenta uno dei prodotti di punta per il trentino, ma altrettanto importante lo è stata nel passato, è stata infatti, soprattutto negli anni di maggiore povertà una garanzia di sopravvivenza, il distillato delle vinacce veniva usato sia come medicinale che come riserva energetica per portare conforto nelle situazioni più difficili e faticose, quando boscaioli, minatori o alpini dovevano fare i conti oltre che con la fame anche con il freddo...

La grappa giovane trentina e il metodo Tullio Zadra.
Un altro passo importante nella storia trentina di questo prodotto fu compiuto verso la metà del 1900, quando Tullio Zadra, dopo aver esercitato come garzone nella bottega di un importante ramiere di Calliano fabbricante tra l'altro di apparecchi per la distillazione (Lorenzi), decise di mettersi in attività per conto proprio.
L'arte l'aveva imparata per bene, in breve infatti superò il maestro, grazie anche ad un acuto spirito di osservazione, una marcata intraprendenza, ed un profondo amore per il proprio mestiere. Gli alambicchi tradizionali non soddisfavano la sua (e quella dei suoi committenti) esigenza, introdusse quindi nel tempo una serie di modifiche all'alambicco aggiungendo gli oblò per l'ispezione, manometri e termometri per tenere agevolmente sotto controllo il processo di produzione, aggiunse apposite bacinelle per la testa e la coda, condensatori a riflusso e di sfiato e i rimescolatori delle vinacce.
Nonostante a chi non conosca nel dettaglio la struttura dell'alambicco tutti questi termini possano sembrare tecnici ed oscuri, già la quantità delle modifiche apportate dovrebbe dare indicazione di quanto il processo di distillazione sia stato evoluto.
Mai contento del suo operato, e sempre alla ricerca di nuove soluzioni Tullio Zadra tra il 1950 ed il '60 mise a punto il sistema di distillazione a bagnomaria, evolvendo così le semplici caldaie in rame in apparecchi molto più sofisticati ed in grado di garantire una lavorazione molto più professionale.
La grappa trentina tutt'oggi viene distillata con questi sistemi, tanto che ha acquisito la denominazione di prodotto tipico, grappa giovane trentina - metodo Tullio Zadra.
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