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Località - Mappe
Le mappe geografiche per Andalo, Molveno, Fai della paganella Spormaggiore e Cavedago
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IL PAESE DI MOLVENO - il medioevo -

La via di Molveno ha sempre rappresentato un' importante arteria di comunicazione tra il Garda, Merano e la Val di Non.
Per questa sua posizione strategica assume fin dai primi secoli di questo millennio una notevole importanza tanto da essere contesa tra i vari Principe-Vescovo e gli altrettanto svariati casali, tra questi i più accaniti furono i Conti del Tirolo.
La pieve del Banale apparteneva al territorio giudiziario longobardico della "Judiciaria Summa Laganensis".
Prima ancora che il dominio territoriale della regione passasse nelle mani del Principe-Vescovo di Trento, si era stabilita nella Valle di Non la famiglia dei Flavon, non è da escludere che il territorio di Andalo prima ancora di essere abitato fosse governato dai Flavon; poiché alla fine del XII secolo risultano feudatari di quella zona.
Per tutto il periodo medioevale la zona di Molveno, come d'altronde quella di Andalo visse tra il dominio dei Flavon, alternato a quello dei Signori di Stenico e del Principe-Vescovo di Trento.
Il nome di Molveno compare per la prima volta nel 1205 quando un certo Alberto di Stenico venne infeudato del Dos Corno.
Sul finire del Duecento, il territorio di Molveno con quello di Andalo venne aggregato provvisoriamente al castello di Sporo-Rovina e in seguito al Castello di Visione, e qualche anno dopo anche a tutti i possedimenti dei Flavon in zona.
Raimperto di Flavon si rivolse allora al Vescovo di Trento Enrico de Metis, ribadendo i diritti su "tutti i masi di Andalo e di Molveno col castello distrutto, col lago e con ogni giurisdizione" toltigli senza alcuna ragione; ma non ebbe nessun riscontro.
Da allora l'antica giurisdizione dei Flavon sui paesi di Andalo e Molveno fu aggregata al comitato di Sporo, dipendente a sua volta da Castel Visione.
La strada che proveniva dal Banale verso Molveno proseguiva verso Andalo e scendeva poi per Cavedago e Spormaggiore.
Vista la grande importanza di questa linea stradale e la troppa distanza di essa da Castel Sporo-Rovina e da Castel Visione, nacque l'esigenza di munire la zona di un castello presso il suo sbocco nella Valle di Non.
Nel 1311 nacque allora a Spormaggiore il Castel Belfort su concessione di Enrico conte del Tirolo a Tissone notaio di Sporo.
I conti del Tirolo diventarono per mano di Enrico e Volcmano di Burgstall dominatori di tutta la zona, dalle pendici della Val di Non alla pieve del Banale, creando un potenza quasi dello stesso spessore dell' Anaunia. Ma il dominio della zone passò ben presto in altre mani, per poi ritornarvici più tardi.
Il periodo medioevale fu travagliato e intrinseco di lotte e battaglie, di vincitori e di vinti.
Il Banale venne diviso in tre parti, Andalo e Molveno, la parte del Banale verso Castel Mani e quella verso Castel Stenico.
La divisione portò una certa dipendenza ad Andalo-Molveno che rimasero comunque aggregati alla giurisdizione Tirolese di Sporo.
Per tutto il Trecento il dominio si contestò tra gli Sporo di Belfort, i Thun della Valle di Non e i Signori di Reifer fino a quando nel 1429 la giurisdizione passò alla famiglia Thun.

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