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Località - Mappe
Le mappe geografiche per Andalo, Molveno, Fai della paganella Spormaggiore e Cavedago
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IL PAESE DI FAI DELLA PAGANELLA - dal Rinascimento al Risorgimento -

Dopo il 1500 il pese di Fai è maggiormente coinvolto nella storia del Trentino.
Dal 1590 anche Fai ha la sua costituzione, la Carta Regola "Fai et Zambanae".
Il documento venne autenticato nel Castello di Sporo-Rovina il 7 maggio 1590 dal barone Spaur. La carta riassume diritti e doveri, le norme scritte, le consuetudini che regolavano la vita del paese.
La Carta Regola fu variata nel 1669.
Durante il periodo di Maria Teresa d'Austria ci fu un grande risveglio scolastico e l'analfabetismo scomparve almeno nelle nuove generazioni.
Il primo atto importante che doveva portare Fai alla sua autonomia comunale è costituito dalla separazione avvenuta dal 1746 al 1749, da Zambana, favorita dal Principe -Vescovo di Trento Michele Spaur.
Il secondo gesto fu la costituzione della chiesa alla Villa alla fine del 1700.
Troviamo Fai riunito a Zambana nel 1810, col Regno d'Italia e dal 1850 al 1860 in seguito a coatte unificazioni amministrative.
Sappiamo che a Fai nel 1749 vivevano circa 400 persone e non dobbiamo dimenticare che nel 1630 c'era stata la peste ricordata anche dal Manzoni. Negli anni napoleonici Fai ebbe vita movimentata.
Esiste presso il pilone numero 12 della vecchia funivia di Zambana una piccola lapide con una croce chiamata dal popolo: "la cros dei Franzesi" (La croce dei Francesi), pare infatti che tre soldati napoleonici vi siano stati sepolti, un' altra versione narra invece che un viandante innocente che stava salendo dalla Val Manara venne fucilato proprio in quel luogo.
Con la Pace di Pietroburgo nel 1805 Napoleone cede il Trentino alla Baviera.
Nel 1810, Fai con tutto il Trentino passa al Dipartimento dell' Alto Adige aggregato al Regno italico.
Con la fine di Napoleone per centocinque anni Trento fu incorporato nel Tirolo.
Nel 1809 Fai fu immiserito come tanti altri paesi dalla carestia prodotta dalle piogge torrenziali: quell' anno venne chiamato L'anno della fame.
Dal 1810 al 1813 anche Fai fa parte del regno d'Italia e nel 1824 viene unito al distretto di Mezzolombardo.
In quell' anno gli abitanti sono 620 e nel 1850 sono quasi 660.
Nel 1836 un' epidemia di colera colpisce gli abitanti della Villa, mentre Cortalta ne resta incolume e in segno di riconoscenza edifica la chiesetta di S. Rocco.
Alla fine dell'ottavo secolo Fai assiste ad una massiccia emigrazione in America, addirittura trenta famiglia partono per il nuovo Mondo.
Nel 1847 i capocomune di Fai e il podestà di Mezzolombardo si accordarono per il ripristino e la manutenzione dello stradone commerciale che conduceva fino a Fai; dopo vent' anni il problema venne riaffrontato e dal 1870 al 1890 la vecchia carrozzabile fu ringiovanita.
Veniva chiamata "Le longhe " (le lunghe) per distinguerla dai vecchi sentieri di S. Pietro (i senteri de S. Pero) che scendevano verso Mezzolombardo.
Verso gli anni 50-60 di questo secolo la strada è diventata provinciale, supera gli 800 metri di dislivello e conduce da Mezzolombardo a Fai proseguendo per Andalo e Molveno.
Ormai l'economia non basta più e il paese cerca appoggi all' esterno. Dopotutto a Fai l'economia è sempre stata rurale: tutti erano contadini, piccoli proprietari, che vivevano del loro raccolto e del guadagno della selva e del bosco.
Nel passato esistevano i mugnai, ed ancora oggi esiste una zona a Fai detta "Mulini" e curiosità esistevano anche i lavoratori della seta. La Carta Regola parla della coltivazione del baco da seta duecento anni prima del 1857, in quell' epoca dice, esistevano già tanti "morari".
Dal 1879 al 1880 i Faiotti si diedero al mestiere degli spazzacamini imitando i vicini abitanti di Cavedago.
Nel 1860 nasce l'Albergo al Sole, lo storico albergo di Fai, nel 1911 l'Albergo Dolomiti, nel 1916 il Centrale, nel 1929 l'Albergo Miravalle, nel 1935 il Santellina, nel 1950 l'Hotel panorama, dieci anni più tardi L'Albergo Stella Alpina e Negritella, nel 1966 il Fai e l'Ideal, il Bellavista nel 1969 assieme a Villa Chiara, nel 1970 il Ciclamino e nel 1972 la pensione la Capannina.
Tra gli anni Settanta e gli anni novanta sono sorti altri alberghi e altri sono stati chiusi.
All' inizio del secolo esisteva l'Albergo Cima Tosa dove si fermò il principe Eugenio d'Austria e dove si incontravano figure celebri come Cesare Battisti, Conci e Larcher.

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