Questo sito utilizza i cookie. Continuando la navigazione ne accetti l'utilizzo.  
This text is replaced by the Flash movie.


Località - Mappe
Le mappe geografiche per Andalo, Molveno, Fai della paganella Spormaggiore e Cavedago
Appuntamenti
Teatri e concerti, Cinema e film, Eventi locali, Fiere e convergli, Arte e cultura, Percorsi culturali

IL PAESE DI ANDALO - dal Rinascimento al Risorgimento -

Poco prima del 1500 le questioni per i confini non erano ancora sistemate, anzi avanzò la discussione con Terlago riguardo il Monte Gaza. Questo evince che non era ancora avvenuta un sostanziale divisione comunale dal resto dell' antica pieve del Banale.
La divisione della pieve nelle tre parti avvenuta a metà Trecento aveva permesso ad Andalo e Molveno di raggiungere verso il 1500 un quasi completo sviluppo. Reggevano infatti, per mezzo di loro regolamenti una propria vita comunale.
Nel 1507 per mezzo della Carta regola forestale di Molveno avevano diviso i loro territori secondo criteri che vennero seguiti magistralmente anche nella divisione comunale di tre secoli dopo.
Anche se manca la dovuta chiarezza nei documenti del tempo, la vita degli abitanti di Andalo doveva comunque essere un riflesso di quella degli abitanti della vicina Val di Non poiché ancora strettamente legati a Castel Belfort.
Verso il 1530 venne ingrandita la vecchia cappella di S. Vito ad Andalo un tempo dedicata a S.Paolo che venne dotata anche di una campana.
Nell' agosto del 1584 vennero fissati i confini tra Andalo e Zambana-Fai sul monte della Paganella in maniera definitiva e senza bisogno dell' intervento della comunità del Banale.
Non così facili riuscirono le terminazioni di confine con Spormaggiore e Cavedago nel 1619 quando la giurisdizione del Belfort passò nelle mani degli Spaur. Egli cercava l'allargamento del territorio comunale e in un certo qual modo impedì ad Andalo di formare i propri territori.
I confini vennero però stabiliti un anno dopo per mezzo di una sentenza notarile che venne però rivista dieci anni più tardi. Per l'assegnazione del confine si prese come punto di riferimento la località dei Priori, presso il lago di Andalo.
Nel 1623 venne stesa la Carta Regola di Andalo con "li antichi ordini et sue antiche usanze".
Nel settembre del 1627 la giurisdizione passò nelle mani dei conti di Terlago che nel 1642 la cederono agli Spaur. Nello stesso anno venne redatto l' Urbario delle rendite di Castel Belfort, in cui troviamo il primo piano completo del paese di Andalo, comprendeva: Maso Clamer, Maso Sackher, maso Cadin, Maso Borlati o Cross, Maso Billi, Maso del Fovo, Maso Toscana, Maso Monego, Maso Bartolini, Maso Colini, Maso del Doss, Maso Perli e Maso Melchiori.
Nel 1651 il feudo passò alla famiglia dal Monte, a loro seguì nell' 81 la famiglia Saracini.
Solo quattro anni più tardi il capitano circolare ai confini d'Italia di Rovereto ricevette l'ordine di raggruppare in un nucleo sole le tre giurisdizioni di Belfort, Spor e Flavon; si stabilì che la sede di questa nuova giurisdizione doveva essere Spormaggiore.
Nel 1672 Andalo ebbe la concessione del fonte battesimale e la propria curizia autonoma.
Durante il periodo Napoleonico la Valle di Non e tutta la zona dell' Altipiano fu in continuo pericolo a causa delle truppe francesi presenti nelle Giuducarie, mentre la strada Banale-Molveno-Spormaggiore era guardata dalle compagnie degli "Sizzeri" (Scheutzen).
Nel 1806 il Trentino passò a far parte del regno di Baviera. Dal 1810 al 1813 fece parte del regno itaico, diventando una frazione del municipio di Spor.
Dopo divisioni, separazioni e nuove unioni, nel 1824 l'intera zona venne aggregata al giudizio di Mezzolombardo.
Le guerre d'indipendenza italiane lasciarono indisturbato il paese, solo dal 1870 la vita paesana seguì un breve ma intenso periodo di progresso.

Questo sito è sviluppato da brentapaganella.com - p.iva 01779300225