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Località - Mappe
Le mappe geografiche per Andalo, Molveno, Fai della paganella Spormaggiore e Cavedago
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IL PAESE DI ANDALO - il medioevo -

Fin dalle origini le zone di Andalo e di Molveno dipesero dalla pieve del Banale, da dove molto probabilmente provenivano anche i primi abitanti della zona.
Le prime dimore stabili sono quelle dei due masi più antichi ancora presenti ad Andalo : il Maso Toscana e il Maso Cadin, la loro fondazione viene approssivamente datata intorno all'anno 1100 dapprima come dimora estiva per il bestiame, e solo in un secondo momento quale sede stabile dei contadini soggetti ad oneri feudali.
La pieve del Banale apparteneva al territorio giudiziario longobardico della "Judiciaria Summa Laganensis",ma prima ancora che il dominio territoriale della regione passasse nelle mani del Principe-Vescovo di Trento, si era stabilita nella Valle di Non la famiglia dei Flavon, non è quindi da escludere che il territorio di Andalo prima ancora di essere abitato fosse governato dai Flavon poiché alla fine del XII secolo risultano feudatari di quella zona.
Per tutto il periodo medioevale il territorio di Andalo, come d'altronde quella di Molveno subì a fasi alterne il dominio dei Flavon, dei Signori di Stenico e quello del Principe-Vescovo di Trento.
La prima notazione storica riconosciuta relativa alla nascita della comunità di Andalo risale al 1251, anno in cui venne stipulato un contratto di lavoro nel quale viene citato appunto questo nome.
Il territorio di Andalo in tutta l'età medioevale fu conteso tra le parti per la sua posizione geografica strategicamente interessante : chiudevainfatti a Sud la Val di Non e rappresentava il ponte di passaggio per le valli Giudicarie.
Sul finire del Duecento, il territorio di Andalo venne aggregato provvisoriamente al Castello di Sporo-Rovina ed in seguito al Castello di Visione, i quali regnanti qualche anno dopo si impossessarono anche di tutti i possedimenti dei Flavon della zona.
Raimperto di Flavon si rivolse allora al Vescovo di Trento Enrico de Metis, ribadendo i diritti su "tutti i masi di Andalo e di Molveno col castello distrutto, col lago e con ogni giurisdizione" toltigli senza alcuna ragione nè diritto, ma non ebbe nessun riscontro.
Da allora l'antica giurisdizione dei Flavon sui paesi di Andalo e Molveno fu aggregata al comitato di Sporo, dipendente a sua volta da Castel Visione.
La strada che proveniva dal Banale verso Molveno proseguiva poi verso Maso Toscana e scendeva per Cavedago e Spormaggiore, questa è la ragione percui tutti i masi più antichi sono disposti lungo questa linea immaginaria verso nord.
Vista la grande importanza di questa linea di comunicazione e l'eccessiva distanza di essa sia da Castel Sporo-Rovina che da Castel Visione, nacque l'esigenza di costruire un nuovo castello presso il suo sbocco nella Valle di Non, in modo da poterne migliorare il controllo.
Nel 1311 nacque così a Spormaggiore il Castel Belforte su concessione di Enrico conte del Tirolo a Tissone notaio di Sporo.
I conti del Tirolo diventarono per mano di Enrico e Volcmano di Burgstall dominatori di tutta la zona dalle pendici della Val di Non alla pieve del Banale, creando un potenza quasi dello stesso spessore dell' Anaunia. Ma il dominio della zone passò ben presto in altre mani, per poi ritornarvici più tardi.
Il periodo medioevale fu travagliato e ricco di lotte e battaglie, di vincitori e di vinti.
Solo nel 1343 vennero fissati i limiti del Banale verso Fai della Paganella (confini che più tardi sarebbero diventati quelli attuali del comune di Andalo), ed il Banale stesso venne suddiviso in tre parti : Andalo, Molveno e la parte del Banale presso Castel Mani e Castel Stenico. Questa divisione portò una certa indipendenza ad Andalo e Molveno che rimanevano comunque aggregati alla giurisdizione Tirolese di Sporo.
Per tutto il Trecento il dominio si contestò tra gli Sporo di Belfort, i Thun della Valle di Non e i Signori di Reifer fino a quando nel 1429 la giurisdizione passò definitivamente alla famiglia Thun.
Durante questo periodo la popolazione era venuta lentamente aumentando sia per il progresso sia per il trapiantarsi di nuovi gruppi coloni tedeschi.
Si trovano ancora oggi alcune tracce del passaggio tedesco nei nomi di qualche località, masi e famiglie sia nel paese di Andalo che nelle comunità limitrofe.
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