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L'ORSO NEL PARCO DEL BRENTA

orso bruno nel parco di Spormaggiore L’orso bruno è stato fino al 1600 presente in tutto il nord Italia. Prendendo in considerazione tempi più recenti, scopriamo che fino al secolo scorso era una presenza fortemente caratteristica dei boschi di tutto l'arco alpino.
Il loro numero è andato però assottigliandosi in seguito alla diminuzione di superficie boscosa disponibile, spazio vitale indispensabile per questi animali, nonchè la forte persecuzione che li ha visti involontari protagonisti.

Tra il 1850 ed il 1950, infatti, nei confronti di questa specie fu iniziata una vera e propria campagna di sterminio, (supportata anche da lauti premi in denaro offerti dallo stesso governo Austro-Ungarico) che in breve tempo fece sparire la quasi totalità degli esemplari.
Fu solo nel 1939 che venne varata una legge purtroppo tardiva, che ne vietò finalmente l'abbattimento. La situazione attuale vede presenti in Italia solo due popolazioni isolate di orsi: quella appenninica del Parco Nazionale d’Abruzzo e quella alpina del Parco Naturale Adamello Brenta nel Trentino occidentale, ma a differenza del nucleo appenninico, gli orsi del Brenta non possono essere considerati una popolazione vitale: recenti ricerche stimavano la presenza di non più di 2-3 individui e la totale assenza di nuovi nati dal 1989.
È possibile quindi affermare che il nucleo trentino di orsi ha superato la soglia dell’estinzione, ed una ripresa naturale è purtroppo assolutamente improbabile.
Per questo è nato il progetto "Ursus", promosso dal Parco Naturale Adamello-Brenta, cofinanziato dall'unione Europea nell'ambito delle iniziative "life", ed in collaborazione con la Provincia di Trento e l'Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica (Infs).
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