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Proposte Hotel

Beo Hotel
Località Glolo, 15/a - 38078 San Lorenzo in Banale TN

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Le mappe geografiche per Andalo, Molveno, Fai della paganella Spormaggiore e Cavedago
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LE GIUDICARIE ESTERIORI

Comprendono le Pievi di Lomaso, Bleggio e Banale.
La regione è percorsa dal fiume Sarca. A nord si trovano le propaggini meridionali del Gruppo di Brenta, a nord-est quelle del Gaza-Paganella. A est la breve e bassa catena del Monte Casale (1631 m), a ovest le propaggini settentrionali delle Alpi di Ledro. A sud i blocchi rocciosi del Monte Cogorna (1866 m) e del Monte Mison (1803 m).
La strada principale scorre sul fondovalle, in sponda destra del Sarca dove, proprio al centro della valle c’è il centro abitato di Ponte Arche (400 m: il luogo è detto comunemente alle Arche, dal ponte sul Fiume Sarca, che collega le sponde del Bleggio-Lomaso con quelle del Banale. Ricostruito verso il 1850, esisteva già nel XVI secolo).
Il passo del Ballino congiunge le Giudicarie Esteriori con la regione gardesana, mentre il Passo di Andalo le unisce con la Valle di Non.
La naturalità del paesaggio e la sua armonia la qualificano come zona interessante per il soggiorno estivo, ma anche per le cure termali presso le Terme di Comano.

TERME DI COMANO
395 m. La fonte si individua a lato della statale. Una lapide collocata nei pressi della fonte nel 1926 riassume la sua storia:

"Queste antiche terme/ note all’età imperiale di Roma/ a lungo obliate/ il dott. Giovanni Battista Mattei/ richiamò a nuova vita/ e tra il sorriso incredulo dei più/ divinando/ il loro fulgido avvenire/ munifico donatore/ offrì ai poveri/ delle Giudicarie Esteriori./ Il Lomaso, il Bleggio ed il Banale/ nel centenario solenne/ su questa pietra/ perpetuando riconoscente/ il nome/ dell’insigne benefattore/ MCMXXVI”

L’acqua termale ha una temperatura costante di 27° C, è oligominerale, carbonica, relativamente ricca di Sali di calcio, blandamente radioattiva. E’ specifica nella cura delle malattie e del ricambio.
Le tecniche terapeutiche impiegate comprendono la bibita, il bagno, la nebulizzazione e l’irrigazione.
Le proprietà terapeutiche delle terme erano già conosciute in epoca romana. Nel 1700 una frana ostruì la fonte. Si racconta che le terme furono riscoperte da alcuni pastorelli. Uno di essi era affetto da scabbia. Per gioco si gettarono in una pozza formata dalle acque che episodicamente riaffioravano in superficie. Il pastorello malato ne uscì guarito. La voce della presenza di un’acqua salutare si sparse nella valle e l’acqua fu subito appellata “acqua della rogna” (scabbia).
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